ONDA ANOMALA

L’opera, un’onda in feltro a mano, raccoglie le suggestioni visive e concettuali legate allo spazio architettonico e alla memoria del luogo.

L’intervento nella scala esterna di accesso alla Sala dei Sacchi dell’ex cementificio Fabbrica vuole evidenziare che anche l’acqua ha la sua capacità di ricordare e, tuttavia, la forza intrinseca di questa onda anomala non è negata o attutita, anzi esprime l’urgenza di porre in essere soluzioni e azioni volte a salvare il nostro ecosistema che subisce ogni giorno danni irreversibili.

La scala di emergenza del luogo diventa così metafora della necessità di agire subito e allo stesso tempo si pone come supporto. Supportando lo scorrere dell’onda, il luogo esprime la propria memoria e quella dell’acqua, non facendole dimenticare la propria essenza, la propria forza capace di travolgere e stravolgere la consapevolezza umana. Il non dimenticare non appartiene solo all’acqua, ma è parte integrante della memoria collettiva e agisce come supporto di una coscienza e di un sapere comune che si tramanda di generazione in generazione, diventando saggezza e consapevolezza etica.

Lana cardata, filo di cotone e di lana.

Feltro a mano, stampe xilografiche tradizionali, cuciture

Dimensione ambiente

2011